Trying to reach ‘El Aleph’

<<Il tempo, che attenua i ricordi, rafforza quello dello Zahir. Prima, mi raffiguravo il dritto e poi il rovescio; ora, li vedo simultaneamente. Ciò non avviene come se lo Zahir fosse di vetro, poiché una faccia non si sovrappone all’altra; avviene, piuttosto, come se la visione fosse sferica e lo Zahir stesse al centro. Ciò che non è lo Zahir mi giunge soffocato e come lontano: la sdegnosa immagine di Teodelina, il dolore fisico. Disse Tennyson che se potessimo comprendere un solo fiore sapremmo chi siamo e cos’è il mondo. Forse volle dire che non c’è fatto, per umile che sia, che non racchiuda la storia universale e la sua infinita concatenazione di effetti e di cause. Forse volle dire che il mondo visibile è intero in ogni rappresentazione, così come la volontà, secondo Schopenhauer, è intera in ogni individuo. I cabalisti affermarono che l’uomo è un microcosmo, un simbolico specchio dell’universo; secondo Tennyson, tutto lo sarebbe. Tutto, anche l’intollerabile Zahir. […] Secondo la dottrina idealista, i verbi vivere e sognare sono rigorosamente sinonimi; di migliaia di apparenze, me ne rimarrà una; da un sogno molto complesso, passerò a uno molto semplice. Altri sogneranno che sono pazzo; io, lo Zahir. Quando tutti gli uomini della terra penseranno, giorno e notte, allo Zahir, quale sarà il sogno e quale la realtà, la terra o lo Zahir? >>

(L’Aleph, pp. 112-113)

 

Borges to express my feelings for the place where I was born.

See also: https://dieblumenkohlrezepte.wordpress.com/lookin-always-from-the-same-perspective/

 

 

 

 

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