Cena Trimalchionis

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Cena Trimalchionis

[39] Sentiamo un po’, credete che a tavola io mi accontenti di quel che avete visto sul coperchio dell’alzata? […] Anche mentre si é a tavola bisogna far della cultura. […] Il cielo qui presente, in cui abitano i dodici dèi, si trasforma in altrettante figure. Ed ecco diventa Ariete. Perciò chi nasce sotto quel segno ha molte pecore, molta lana, in più una testa dura, una faccia di bronzo, le corna sempre ritte. Nascono in gran copia sotto quel segno i maestri di scuola e i loro montoncelli».
Applaudiamo l’astrologo per la gentile allusione. E lui continua: « Poi tutto il cielo diventa Torello. Perciò nascono allora gli scontrosi, e i bifolchi, e quelli che bastano a sé.
Sotto i Gemelli poi sono le bighe a nascere, e i buoi, e i coglioni, e quelli che tengono il piede in due staffe.
Sotto il Cancro ci sono nato io. Ragion per cui mi reggo su molti piedi e molto posseggo per terra e per mare, ché al granchio quadra qui come là. Ed è per questa ragione che da tempo lì sopra non ci faccio metter niente, per non aver pesi sulla mia genesi.
Sotto il Leone nascono i mangioni e i prepotenti; sotto la Vergine le femminucce, e gli schiavi che scappano, e quelli che finiscono in ceppi; sotto la Libra i beccai, e i profumieri, e quanti vendono a peso; sotto lo Scorpione gli avvelenatori e i sicari; sotto il Sagittario gli occhitorti, che guardano la verdura, ma pescano il lardo; sotto il Capricorno i poveretti, cui per i guai loro vengono le corna; sotto l’Acquario i tavernieri e gli zucconi; sotto i Pesci i cuochi e i retori […] ».

Quid ergo est? Oportet etiam intercenandum philologiam nosse. Patrono meo ossa bene quiescantqui mehominem inter homines voluit esse. Nam mihi nihil novi potestafferrisicut ille tericulus ia<m se>mel habuit praxim. Caelushicin quo duodecim dii habitantin totidem se figuras convertitet modo fit aries. Itaque quisquis nascitur illo signomulta pecorahabetmultum lanaecaput praeterea durumfrontem expudoratamcornum acutum. Plurimi hoc signo scolastici nascuntur et arietilli.”Laudamus urbanitatem mathematici; itaque adiecit: “Deinde totuscaelus taurulus fit. Itaque tunc calcitrosi nascuntur et bubulci etqui se ipsi pascunt. In geminis autem nascuntur bigae et boves etcolei et qui utrosque parietes linunt. In cancro ego natus sum: ideomultis pedibus stoet in mari et in terra multa possideo; nam canceret hoc et illoc quadrat. Et ideo iam dudum nihil super illum posuine genesim meam premerem. In leone cataphagae nascuntur et imperiosi.In virgine mulieres et fugitivi et compediti; in libra laniones etunguentarii et quicunque aliquid expendunt; in scorpione venenarii etpercussores; in sagittario strabonesqui holera spectantlardumtollunt; in capricorno aerumnosiquibus prae mala sua cornuanascuntur; in aquario copones et cucurbitae; in piscibus obsonatoreset rhetores. Sic orbis vertitur tanquam molaet semper aliquid malifacitut homines aut nascantur aut pereant. Quod autem in mediocaespitem videtis et super caespitem favumnihil sine ratione facio.Terra mater est in medio quasi ovum corrotundataet omnia bona in sehabet tanquam favus.”

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